Dario Roustayan: il design del programma RE: BUILD

Dopo aver co-fondato nel 2014 la Building Peace Foundation, insieme ad un team di architetti e altri professionisti visionari, Dario Roustayan ha progettato RE:BUILD (Puoi vedere più informazioni sulla compagnia in questo articolo), un innovativo sistema di costruzione per realizzare strutture sicure e confortevoli nei campi profughi: questa tipologia di rifugio sostenibile per gli sfollati è così in grado di dare alle comunità un primo riparo e assistenza in caso di situazioni di emergenza.

La Building Peace Foundation è una fondazione registrata in Italia, ma opera in tutto il mondo in paesi come la Siria, dove un quarto di popolazione è in fuga a causa della guerra.

In particolare, il suo programma RE:BUILD, spiega Roustayan, si occupa di fornire strutture temporanee, modulari e ri-distribuibili, che a seconda delle necessità possono diventare una casa, una scuola, una clinica, una mensa o essere impiegate un qualsiasi altro uso richiesto dalle esigenze locali.

Il progetto è stato creato quindi per mettere gli sfollati e la loro esigenza di trovare al più presto un riparo al centro: data la facilità e la velocità dell’assemblaggio, la stessa comunità locale, ad esempio i rifugiati stessi, può diventare autonomamente responsabile del montaggio della struttura. Si è calcolato che una squadra di 10 lavoratori, privi di qualsiasi know-how, è in grado di assemblare una scuola per 100 bambini in due settimane, con la supervisione di un tecnico di Building Peace.

“Abbiamo sviluppato il modello RE:BUILD con la missione di portare dignità e speranza agli esseri umani intrappolati negli insediamenti di emergenza” spiega Roustayan, “fornendo loro più sicurezza, strutture più durature e ri-collocabili che possono essere costruite dalle comunità stesse”.

Ogni essere umano merita infatti di vivere in dignità: per questo l’obiettivo di RE:BUILD è quello di ricostruire case, ma anche scuole, cliniche, servizi essenziali e creare posti di lavoro per milioni di persone. In questo modo non si fornisce solo accoglienza, ma si stimola la resilienza degli sfollati per aiutarli a riorganizzare positivamente la loro vita, assistendoli nel superamento del periodo di difficoltà rispettando sempre i processi sociali della cultura di riferimento.

“Nessuna scuola, nessun sogno, nessuna speranza, nessun futuro. Con RE:BUILD iniziamo a ricostruire il loro futuro” aggiunge Roustayan, ponendo l’attenzione su quanto sia importante ricevere per prima cosa una educazione, uno strumento fondamentale per acquisire responsabilità ed autonomia. L’istruzione sarà sempre la soluzione più innovativa per stimolare il cambiamento.

Fino ad ora, attraverso RE:BUILD, la Building Peace Foundation ha ospitato circa 4.000 giovani studenti rifugiati nei suoi centri educativi, collaborando con preziose organizzazioni sul campo, trasferendo know-how alle comunità locali costrette a lasciare le loro case: così facendo, si permette loro di avere una vera speranza per il futuro, libero da miseri e povertà.

Con l’aiuto dei suoi collaboratori, il manager Roustayan punta ad ottimizzare ulteriormente il processo costruttivo in termini di velocità, isolamento acustico e termico, senza dimenticare al contempo di migliorare le condizioni di salute e comfort per l’utente finale.

“Ora è tempo di ricostruire”.